Perché era fondata sulla roccia

 (Mt 7)

 

Esiste una famosa immagine in cui una roccia sospesa ha alla sua sommità un castello e sotto di sé l’oceano.

Una roccia forte, una sorta di grande meteorite che occupa buona parte della tela che nello stesso tempo risulta leggera poiché il masso si libra in aria, senza appoggi.


L’immagine è apparentemente immobile, ma lo sfondo è in movimento: il mare con la sua grande onda schiumosa e il cielo pieno di nuvole di passaggio.

È una tela di Magritte, “Il castello dei Pirenei”, rappresentazione massima del paradosso delle leggi della fisica o di un ossimoro letterario: come può una roccia essere sospesa?
E come non pensare all’uomo saggio che fonda sulla roccia le sue certezze?

Le nostre vite, anche se fondate sulla solidità delle scelte, sono sempre definite solo in un tempo istantaneo, mai certe, instabili ed in fondo eteree, forse addirittura sotto assedio dall’attuale contemporaneità globale.

Siamo “un intermezzo”, dicono i sociologi, e l’unico appoggio che abbiamo è la fiducia ad oltranza: e in fondo il saggio è tale perché sa che la sua roccia, pur se materia dura, verrà erosa nel tempo dal vento, dal mare, dalle tempeste.

 

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