Non le sarà dato alcun segno

Ricordo di aver letto di quel tremendo incidente del 2012 dal quale una capotreno bresciana uscì miracolosamente viva, anche se con conseguenze pesanti, e i 18 pendolari sul convoglio contusi ma salvi.
Lungo le rotaie della linea Brescia-Iseo-Edolo si era bloccato un camion, intrappolato tra le due sbarre di un passaggio a livello. Il treno lo centrò in pieno. Il camionista aveva dichiarato ai poliziotti di non aver visto le luci lampeggiati: «Sono stato tremendamente sbadato e in un attimo mi sono trovato lì, con la sbarra orizzontale». 

Non sprecate parole

Il dolore è un cibo di questo mondo.
E’ dato in consegna alle nostre autorevoli mani in tempi non sospetti che quasi mai sappiamo immaginare. Forse abbiamo anche le forze per attraversarlo se, come dice Gesù, non sprechiamo parole.

 

Il dolore bisogna berlo a piccoli sorsi, centellinare il suo gusto amaro, quasi tossico per le nostre viscere. Ci è dato di viverlo, di guardarlo in faccia, di chiamarlo per nome. Non ci è dato di sfruttarlo come una merce di riscatto che impone il premio ricompensatore a Dio.

Tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli

Non quanto posso fare.
Non quanto ho già fatto.
Ti interessa quanto non ho fatto.

La prospettiva è spropositata, esigente. Quasi ingrata rispetto all’impegno che ho profuso e a quanto mi attendo in cambio in termini di gratificazione.

A Cristo però non interessa. L’amore che siamo disponibili a mettere in campo per la sua persona, Lui lo devolve senza mezze misure ai “piccoli”. Quei poveri, di tante indigenze, che papa Francesco descrive come «le vittime della cultura che non scarta solo i rifiuti, ma anche le persone».

Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto

È sorprendente.

Invece di mandare Gesù ad annunciare il Vangelo lo sospinge via dalla gente e dalle tante cose che sollecitano i desideri. Ma non è una fuga. Il deserto per Gesù è il luogo e il tempo propizio per raccogliersi interiormente in silenzio e libertà, ascoltare la Parola e scoprire la volontà del Padre per aver chiara la propria missione e fare le scelte giuste rifiutando le seduzioni allettanti di Satana. Non si preoccupa per il nutrimento corporale, ma per quello dello spirito. Gesù uscirà dal deserto con chiarezza di sguardo interiore e fermezza di volontà.

Insieme ai pubblicani e ai peccatori?

 

Si definivano un gruppo di “compagni di merende”.
Ero bambino allora, e mi piaceva quando, durante la ricreazione a scuola, tra compagni ci scambiavamo le merende. Un po’ come quei signori di cui sentivo parlare dalla TV! Con rammarico appresi di lì a poco che i tre compagni erano autori di delitti efferati: quelli del mostro di Firenze

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