Non ho mai disobbedito a un tuo comando


L’obbedienza non è più una virtù, titolava don Lorenzo Milani un suo pamphlet. 

Quelle parole mi sovvengono quando sento padri o madri lamentarsi di figli che non li ascoltano e, ancor peggio, non obbediscono più alle loro regole. Non c’è da prendersela coi figli, né tantomeno coi genitori. Piuttosto, un po’ come fece don Milani, c’è da interrogarsi sul senso dell’obbedienza, che ha a che vedere con l’ascolto (ob-audire in latino) prestato ad istituzioni di vario tipo (mediatiche, familiari, partitiche, ecclesiastiche…). 

A voi sarà tolto il regno di Dio 

 
“...io non ho pregato; io accolgo con amicizia il tempo che viene”.

Queste parole semplici e dirette di Simone Weil scritte con leggerezza ad un amico, colgono un aspetto scomodo ma stimolante per i credenti oserei dire di ogni religione. Lei non interviene con richieste, non modella il mondo ai suoi desideri, ma si plasma sul presente, chiedendo di aderirvi “con amicizia”.

Non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti

 

La forza delle immagini del film-documentario Il sale della terra su Salgado attraversa le viscere, strappa via ogni pur minima certezza, depriva di ogni pensiero sia esso semplice o elaborato, analitico o sintetico. In scena c'è lo splendore da estasi del mondo e la sua contemporanea miseria che non ha misura.

Il suo sguardo è come un setaccio; non racconta una storia, ma le consente di mostrarsi da sola nella sua radicalità.

Dare la propria vita in riscatto

Abbiamo ansia di eroismi e così abbiamo dimenticato che c’è chi ha già dato la vita in riscatto per molti.

Oramai vent’anni fa, ricordo don Ciotti in una sala gremita di giovani volontari di varie associazioni impegnate su diversi fronti. Il pubblico si presentava eterogeneo e colorato, “impegnato”.  Don Gigi era già sotto scorta e la sua vita cominciava ad essere blindata e nomade allo stesso tempo. 

Alla fine del suo accorato intervento ricordo una frase che mi porto dentro da allora e recupero quando cado in tentazioni celebrative. “Io mi auguro – disse nel silenzio assordante della sala – che un giorno tutti i vostri gruppi, tutte le vostre associazioni, tutte le vostre sigle di appartenenza possano scomparire: sarà quello il giorno in cui i volontari non serviranno più, perché la società funzionerà dando risposte ai cittadini e ogni persona agirà nella normalità rispondendo ai bisogni spontaneamente e facendo vera comunità”.

Vengono definiti sui giornali “eroici” i gesti solidali, spontanei, liberi, fuori dai mandati associativi o dal riconoscimento di comprovata cristianità. Le nostre coscienze ne sarebbero scosse se riconoscessimo l’altezza morale di quelle azioni proprio in quanto “normali”.

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Li pongono sulle spalle della gente

Rita è una suora che, insieme ad altre consorelle, per mestiere “solleva fardelli”.

Rita e le sue consorelle sollevano dalle spalle di altre donne il peso peggiore che può sopportare un essere umano: il giogo della schiavitù.

Nella loro casa vivono donne migranti che pian piano recuperano la voglia di tornare a darsi un nome, una dignità; tante ancora, purtroppo, merce d’uso di miserie umane, camminano nelle nostre strade, ma gli occhi fanno fatica a vedere, le spiegazioni sono difficili da dare. 

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