Non sprecate parole

Il dolore è un cibo di questo mondo.
E’ dato in consegna alle nostre autorevoli mani in tempi non sospetti che quasi mai sappiamo immaginare. Forse abbiamo anche le forze per attraversarlo se, come dice Gesù, non sprechiamo parole.

 

Il dolore bisogna berlo a piccoli sorsi, centellinare il suo gusto amaro, quasi tossico per le nostre viscere. Ci è dato di viverlo, di guardarlo in faccia, di chiamarlo per nome. Non ci è dato di sfruttarlo come una merce di riscatto che impone il premio ricompensatore a Dio.


Ci è dato di pregare il dolore: e Dio, maestro di ascolto, ci prende tra le braccia. Sa di quale nutrimento abbiamo bisogno perché ascolta il silenzio del nostro patire.

 

Chissà come ci avviciniamo agli altri che stridono nel dolore.

Chissà come forzano le nostre parole.
Chissà quali ricompense divine esse promettono.
Chissà quali preghiere esse sollecitano.

Eppure Dio ci chiede solo un atteggiamento ecologico: non sprecate.

Clicca qui per leggere l'intero brano di Vangelo >> 

 

 

 

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